Le grandi marche si buttano sui prodotti di lusso

Champagne flute

Giovedì 20 marzo il gruppo Pernod Ricard ha organizzato un grandioso ricevimento esclusivo, firmato dalla famosa chef a 3 stelle Michelin Sophie Pic, per lanciare l’altrettanto unico e raro Champagne, considerato il più caro del mondo. Da circa 2 anni il produttore di Pastis ha messo le mani sulla maison di champagne Perrier-Jouet ed il propietario, Patrick Ricard, l’aveva annunciato ai 4 venti che avrebbe creato una cuvee a più di mille euro.

Dopo diversi studi di strategie, il prodotto finale chiamato “By&For” ha sorpassato, ampiamente, le attese. Si tratta, ovviamente, di una cuvve di prestigio venduta a più di 50 mila euro la cassa, circa più di 4 mila euro per bottiglia, riservate ad un centinaio di clienti nel mondo.

Ognuno potrà personalizzare le proprie bottiglie a Epernay, in base ai suoi gusti, se lo desidera. Un ricco Russo è gia pronto ad andare in Champagne, con il suo jet privato, pur di assicurarsi il prodotto.  ”E’ il primo champagne su misura”, dice orgogliosamente Patrick Ricard ben sapendo che dai concorrenti Veuve Cliquot e Moet et Chandon si stanno mordendo le mani per non averci pensato prima.

Questa è la nuova tendenza delle grandi case: buttarsi a capofitto nel settore del lusso e creare persino nuovi prodotti destinati ad essere prede ambitissime nei mercati internazionali. Basti pensare al caso del gruppo LVMH che detiene le grandi marche di champagne come Moet et Chandon, Veuve Cliquot, Krug, Hennessy e altre minori.

Con il prodotto di prestigio, il mondialmente conosciuto Dom Perignon, arriva ad avere circa il 50% di profitto per ogni bottiglia, che è enorme e spiega la guerra intorno a questi prodotti destinati al lusso. La LVMH è stata una delle prime a sbarazzarsi delle marche meno prestigiose, come Canard-Duchene, per puntare esclusivamente su marchi noti come Ruinart, Moet, Veuve Cliquot, Chateau Yquem, Krug, Glenmorangie.

Altri gruppi, come Bacardi, hanno puntato sulle vodke di lusso comprando la Grey Goose e la famosa Absolut è stata venduta per circa 4 miliardi di euro, insieme alla sorella Stolychnaya (2 miliardi di euro) tutte e due comprate dal gruppo Pernod-Ricard.

Da qualche anno l’industria dei vini e spirituosi è passata da una offerta basata su prodotti di consumo a una strategia incentrata sui prodotti di lusso. Questo processo viene chiamato la “premiumisation” e, sembra un paradosso, ma più i prezzi sono elevati e più il prodotto si vende. In tutto il mondo si combatte l’alcolismo e ciò ha favorito il consumo di prodotti un po’ più esclusivi come un cocktail speciale, una coppa di champagne rosè ossia la qualità a scapito della quantità. Questa evoluzione sociale, maturata sopratutto nei mercati di Londra e New York, ha ispirato anche i giovani di Mosca e Shangai, nella loro sete di conquista sociale. L’atrattiva di queste marche ha permesso agli industriali di aumentare i prezzi regolarmente gonfiando cosi i loro profitti.

Immagine | FXR [aka Soundz'FX]

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