Vini della Spagna, il perché di un successo
Pubblicato da: massimo sacco - Nov 6, 2008 in Enoturismo, Spagna, Tempranillo

E’ il terzo Paese come produzione ed esportazione al mondo e, inoltre, ha la più grande superficie vitata del pianeta. Il mercato dei vini spagnoli sta vivendo una vera e propria “revolucion”. Ultimamente si parla parecchio della Spagna, sia dal punto di vista turistico, che da quello sportivo, basti pensare ai recenti successi della squadra nazionale spagnola agli ultimi Europei, all’ascesa di Nadal al numero uno del mondo, ai vari Contador e compagni, che dominano nelle grandi corse a tappe (giro, tour e vuelta), senza tralasciare, ovviamente, il grande Alonso.
Tutto ciò, in un certo modo, influenza anche il mondo del vino, che grazie ad un mercato e un marketing mirato, sta mietendo successi ovunque, conquistando oltre che l’Europa, gli ambiti mercati americani e asiatici. Ultimamente un programma televisivo interamente dedicato al vino, Wine TV, ha fatto un reportage sulla cucina latina in California, dedicando uno spazio notevole alla cucina italiana a cui, paradossalmente, non avevano abbinato vini italiani, ma vini spagnoli, il che sottolinea il grande impatto commerciale che gli Iberici hanno negli Stati Uniti.
Tutto iniziò negli anni novanta, quando si affacciarono sul mercato internazionale grandi vini, fino ad allora sconosciuti, come Pingus ed Ermita, venduti a prezzi da capogiro, che aprirono la strada anche agli altri vini spagnoli, che oggigiorno offrono un ottimo rapporto qualità-prezzo. Uno degli artefici di questa rinascita è il vitigno simbolo della Penisola Iberica: il Tempranillo che, utilizzato sia come monovitigno, sia in assemblaggio, offre vini meravigliosi nella Rioja, Ribeira del Duero, Toro. Inoltre troviamo stili vinicoli completamente diversi dai nostri, come lo Sherry della solare Andalusia, tipologia di vino (soprattutto con il “Fino”) che si sposa a meraviglia con i caratteristici “tapas” spagnoli.
E poi, come ci si può dimenticare di regioni emergenti come il “Priorat” e del suo profeta Alvaro Palacios, o della denominazione “Cava”, dove operano giganti come Freixnet e Codurniu. Iniziamo dunque con l’Andalusia, regione che amo particolarmente per i suoi paesaggi, i suoi giochi di luce e colori straordinari ed in particolare per un vino: lo Sherry; predilizione questa, nata negli anni trascorsi a Londra, dove la “copita” di “Jerez” é considerata una vera e propria istituzione. Un buon bicchierino di Sherry, vino a carattere ossidativo, si sposa a meraviglia con il prosciutto iberico de Belotta, servito con un crostino al pomodoro fresco, oppure con una splendida “tapas” di cozze saltate con il pomodoro fresco ed olio extra vergine d’oliva. Mi viene l’acquolina in bocca! Nei prossimi articoli parleremo non tanto dei vari stili dello Sherry, poiché questo argomento è già stato trattato da Fabio, ma piuttosto delle varie aziende particolarmente interessanti, come Pedroromero, con il suo splendido Manzanilla Aurora; la Bodegas Hidalgo-La Gitana, con il suo Manzanilla Pasada “Pastrana”; La Bodegas Valdivia, con il loro splendido Amontillado 15 anni “Sacromonte”, senza dimenticare il colosso Gonzales Byass, la cui Bodega, é tra le più visitate d’Europa.
Foto | Guardaviñas, horrapics





Il vino in Spagna oltre che un elemento di cultura, storia e tradizione anche di folklore…
Basti guardare cosa succede nella Battaglia del vino di Haro !!
Nel cuore della Rioja Spagnola si combatte a suon di secchiellate di vino…
Per un reportage completo
http://mysobry.org/wordpress/?p=389
Davide
Davide | Nov 10, 2008 | Reply
Veramente folkloristica questa battaglia di Haro!!!
Complimenti per i 3500 km, e come avete trovato i vini di Banyuls ( io divento matto per quei vini) e quelli della Rioja?
Ciao a presto
massimo sacco | Nov 10, 2008 | Reply
Ragazzi, andate a vedere questo breve video: http://it.youtube.com/watch?v=H_3i31s-om0 e vi immergerete nell’atmosfera. Deve essere proprio bella come …battaglia!
fabio | Nov 11, 2008 | Reply