Sauvignon Blanc: Francia e Nuova Zelanda a confronto
Pubblicato da: massimo sacco - Nov 29, 2008 in Bianchi, Degustazioni, Francia, Nuova Zelanda, Sauvignon

Non stiamo parlando di All Blacks e Galletti nelle mitiche sfide con la palla ovale ma bensì di vini! Oggi cercheremo di confrontare due Paesi agli antipodi che sono accomunati da uno stesso capriccioso vitigno: il Sauvignon Blanc, uva che ama i climi freddi e le influenze oceaniche, come nella Loira a Bordeaux e in Nuova Zelanda. Questo vitigno normalmente è fresco, vivo, imponente con un fruttato importante è oggi apprezzato nel mondo intero e ha bisogno di particolari “cure” a livello di vinificazione: ama le fermentazioni a basse temperature e macerazioni pellicolari (lasciare per un po’ di tempo nelle cuve il succo con le bucce) per estrarre tutti i suoi molteplici aromi, ama l’invecchiamento o affinamento in acciaio piuttosto che nel legno e ciò ha contribuito al suo successo nel mondo.
Zone di produzione del Sauvignon Blanc
Le regioni dove si esprime al meglio sono Sancerre e Pouilly Fumè, con il clima freddo e il suolo molto povero ma ricco in silicio, Bordeaux dove il clima un poco più caldo li rende più adatti all’invecchiamento e infine Marlbourough, in Nuova Zelanda. Cercherò di confrontare i due Paesi, che a detta degli esperti, producono i migliori Sauvignon al mondo: Francia con la Loira e Nuova Zelanda con l’isola del Nord e del sud.
Francia e Nuova Zelanda a confronto
La nuova Zelanda ci offre vini dallo stile inconfondibile varietale mentre in Francia la aromaticità tipica dell’uva è unita, qualche volta, a un gusto minerale molto marcato, insomma sono due tipologie di vino molto diversi. Nella Loira, specialmente a Sancerre e Pouilly, ho notato diversi vini deludenti con evoluzione precoce, altri una non perfetta maturazione del vitigno e una non ancora perfetta padronanza tecnica.
D’altro canto ho notato vini con una mineralità quasi esplosiva che si accompagna perfettamente all’aromaticità e nervosità del vitigno e parliamo di grandi produttori come Didier Dagueneau e Alphonse Mellot, i migliori produttori. Nei loro vini ritroviamo le caratteristiche note di calcare o pietra focaia. Sono vini molto complessi e che mettono molto più tempo a rivelarsi e che ho particolarmente apprezzato rispetto a quelli del Nuovo Mondo.
In Nuova Zelanda l’espressione aromatica del sauvignon è molto evidente, soprattutto in quelli prodotti nella regione di Marlborough, con un’eccellente padronanza tecnica che riscontriamo in vinificazione perfette molto pure e tipiche. Troviamo aromi molto primari come agrumi, foglie di cassis, clorofilla. All’esame gustativo sono molto seducenti con qualche nota legnosa che qua nell’emisfero sud si rivela gradevole e che non toglie freschezza e non appesantisce il vino.
Per quanto riguarda la classifica finale bisogna tenere conto che ho assaggiato i vini con i miei sommelier che sono Francesi e forse se ci fossero stati sommeliers Anglo-Sassoni il risultato sarebbe stato leggermente diverso: sono sicuro che nei paesi di lingua anglofona preferiscono l’esplosività aromatica dei vini del cosidetto Nuovo Mondo.
Foto | Sauvignon Blanc grapes, clockworknate





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