Chateau Lafleur 1949, AOC Pomerol

E’ una proprietà che è nata alla fine del XIX secolo per opera di Henri Greloud che ha scelto i migliori vigneti della terra detta di Gay nel Pomerol; oggi il Chateau è condotto dai suoi diretti discendenti: Sylvie e Jacques Guinaudeau. I circa 4,5 ettari sono coltivati con un 50% di Merlot e il restante 50% di Cabernet Franc e dalla sua creazione questa proprietà ha mantenuto un’età media delle viti molto vecchia con dei rendimenti estremamente bassi così permettendo di produrre vini con una spiccata attitudine all’invecchiamento. Una piccola stradina di campagna lo divide dall’illustre vicino Pètrus e praticamente può avere delle caratteristiche molto simili anche, se, il suo proprietario ama paragonarlo a Cheval Blanc. Da quando la proprietà è passata nelle mani della famiglia Guinaudeau, nel 1985, la qualità di questo vino è diventata molto più costante, praticamente i risultati dei massicci investimenti che hanno fatto.

Lafleur è un vino spesso massiccio e virile, forse dovuto al fatto dell’alta proporzione di Cabernet Franc, fatto assai raro nel Pomerol. Questa può essere anche la ragione del perché Lafleur può apparire più complesso oppure avere una struttura più immediata del suo illustre vicino Pètrus. La sua estrazione elevata ed il legno molto presente necessitano di alcuni anni per addolcirsi. Nel continua a leggere la degustazione.

Degustazione Chateau Lafleur 1949, AOC Pomerol
Il colore appare di un rosso tegola molto profondo. Il naso appare molto complesso e inizia con un aroma quasi metallico, che però si attenua nel bicchiere. Prugne secche, frutti densi con la ciliegia che risalta, il legno sembra estremamente nobile e appare all’esame olfattivo molto impetuoso.

Vino molto corposo e di grande concentrazione  che rimane armonioso fino alla fine, i tannini sono setosi con aromi di frutti neri e spezie ben bilanciati da una buona acidità. La costituzione è così forte, che ci aspettiamo un finale molto carico e pesante ma non è così. Il vino, dopo un inizio timido, si migliora dopo circa 20 minuti nel bicchiere e mantiene sempre il suo  fruttato che sembra, ancora, molto giovane ed il tutto termina con un finale molto lungo. Il vino sembra ancora avere un buon potenziale d’invecchiamento.

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