Il vino Tempranillo toscano dell’Azienda Agricola Beconcini
Pubblicato da: camillo venturi - Feb 18, 2009 in Enoturismo, Storia, Tempranillo, Toscana
La scorsa settimana ho avuto il grande piacere di assaggiare in anteprima quello che può essere definito il più straniero dei vini toscani: il tempranillo in purezza dell’Azienda Agricola Beconcini Pietro di San Miniato. Leonardo Beconcini, erede e titolare dell’azienda, ci ha spiegato tutti i segreti di questo vitigno spagnolo, della sua apparizione in terra toscana, della sua lavorazione e vinificazione tutta particolare e soprattutto ci ha parlato dell’attesa del nullaosta da parte delle autorità competenti, per la messa in commercio del suo tempranillo.
Infatti, questa specie di vitigno non risulta nell’elenco delle varietà coltivabili in Italia quindi sebbene questa pianta sia storicamente presente a San Miniato da secoli, di fatto non può essere lavorata per produrre un Igt toscano come è desiderio dello stesso produttore. Ma partiamo dall’inizio.
Una volta ereditata l’azienda dal padre, Beconcini comincia una selezione accurata nei vigneti per isolare le varietà al fine di produrre vini di qualità. Tra la varie piante di Sangiovese, Malvasia e Canaiolo risultano 213 ceppi di cui non si conosce la specie. Inizia quindi una collaborazione con l’Università Agraria di Milano e con l’Istituto Sperimentale per la Selvicoltura di Arezzo e con grande sorpresa si scopre che le vigne denominate “X” appartengono alla varietà spagnola di tempranillo.
Si scopre, inoltre, che attraverso i possedimenti dell’azienda passa la vecchia Via Francigena, la strada che i pellegrini di tutta Europa percorrevano per arrivare a Roma. A questo punto l’equazione è semplice e le ricerche svelano che le barbatelle spagnole arrivarono direttamente dalla regione iberica della Rioja attorno alla metà del ‘700.
Beconcini sta ora aspettando che il suo prodotto venga riconosciuto come “clone di tempranillo toscano della zona di San Miniato” al fine di poter produrre e commercializzare liberamente un vino che di fatto è storicamente presente da secoli.
Degustazione del Vigna alle Nicchie
Abbiamo assaggiato l’annata 2005, la seconda ad essere prodotta e imbottigliata, chiamata per ora “Vigna alle Nicchie”. Il vino si presenta carico di profumi speziati e molto persistenti, in bocca poi ha una struttura molto morbida ed elegante, lineare ma non lunghissima. Mantiene una freschezza insolita per un vino di quattro anni data dal fatto che le uve vengono raccolte appena mature e lasciate appassire per circa quattro settimane per permettere una perfetta concentrazione di zuccheri, tutto supportato da una ventilazione costante di aria fresca mai inferiore ai 16° in quanto sotto tale temperatura il frutto non rilascia l’acqua ma la trattiene impedendo il naturale processo di appassimento. Queste tecniche rimandano un po’ alla metodologia di produzione dell’Amarone.
Lo scopo primario del proprietario è quello di produrre un vino da lungo o lunghissimo invecchiamento. Questo verrà permesso da tannini giovani e sani estratti perfettamente da bucce e vinaccioli selezionati nel loro momento migliore, attraverso assaggi quotidiani in vigna durante il periodo di vendemmia (che per il tempranillo è già nei primi di agosto, essendo un’uva molto precoce).
Leonardo Beconcini è un tradizionalista. Non ama molto ricerche particolari in cantina o tecniche troppo innovative per l’allevamento dei suoi vitigni. Alla biologica e alla biodinamica preferisce un gran lavoro di “buona pratica agricola” come dice lui stesso, ed è per questo che risulta essere, insieme ai suoi collaboratori, un grande conoscitore del suo territorio sia per quanto riguarda il suolo sia per quanto riguarda le condizioni meteo. Tutto ciò gli permette di interpretare al meglio il suo terroir evitando inutili, e alla lunga dannosi, interventi in vigna tramite trattamenti organici e non consentiti dal disciplinare.
Insomma, prima di spendere cifre da capogiro per una bottiglia di Vega Sicilia, possiamo assaggiare questo vino toscano che affonda le sue radici nella Spagna del ‘700.
Per vedere un set fotografico del tempranillo toscano dell’Azienda Agricola Beconcini Pietro cliccate qui







io ci penserei un attimo..prima di fare paragoni!
anna | Feb 18, 2009 | Reply
infatti non era un paragone.E’ solo un invito,per chi non lo conosce, ad affacciarsi con semplicità a questo vitigno straniero.
camillo venturi | Feb 18, 2009 | Reply
Ciao Camillo Benvenuto nella squadra.
Pasquale.
pasquale | Feb 20, 2009 | Reply
Ciao Camillo, benvenuto a bordo.
Interessante articolo, e appoggio la tua opinione, prima di andare a spendere tutti quei soldi, cerchiamo di scoprire i nostri vini fatti in casa, che il più delle volte costano meno e non temono il confronto con nessuno.
Cosimo.
cosimo ricciato | Feb 22, 2009 | Reply
Grande vitigno da riscoprire
Ciao Camillo e…welcome
Massimo
massimo sacco | Feb 22, 2009 | Reply
Bellissimo articolo,
sono stato a visitare l’azienda la scorsa settimana e devo dire veramente una grande scoperta!
Jury | Mar 10, 2010 | Reply