Chateau Cos d’Estournel 1949
Pubblicato da: massimo sacco - Apr 1, 2009 in Cabernet Sauvignon, Degustazioni, Francia, Merlot

Il termine Cos deriva da caux, che in passato era la parola usata per descrivere le piccole collinette ghiaiose. Chateau Cos d’Estournel è una proprietà di circa 70 ettari famosa, oltre che per il vino, per la sua bizzarra costruzione a forma di pagoda orientale. Nel lontano1838, infatti, l’allora proprietario si fece costruire una dimora in questo stile, proprio a testimonianza di questa sua passione per le terre orientali, soprattutto le Indie, dove il suo vino si vendeva benissimo. Loius-Gaspard d’Estournel diventa per tutti il “maharajah del Saint Estephe” e la sua dimora orientaleggiante diventa un luogo di feste straordinarie.
Lo chateau fu rivenduto nel 1917, per approdare nelle mani della famiglia Ginestet e ultimamente è stato ancora oggetto di transazione quando, nel 2000 fu acquistato da Michel Reybier. Sull’etichetta è sempre raffigurato lo splendido chateau orientale, con una piccola veduta sui vigneti.
A Cos, soltanto le vigne con almeno 20 anni entrano a far parte della composizione del “grand vin”, mentre le altre, più giovani, sono utilizzate per il secondo vino che si chiama “Les Pagodes de Cos”.
I vitigni sono: Cabernet Sauvignon al 60% e Merlot al 40% e si producono tra le 200.000 e 380.000 bottiglie di Grand Vin, a seconda delle annate, sotto la guida esperta di Jean-Guillame Prats, direttore della proprietà e figlio del mitico Bruno.
Degustazione annata 1949
Il vino si presenta di un colore rosso abbastanza aranciato profondo e d’intensità trasparente. Il naso si apre in piccoli frutti rossi come la fragola e il lampone, con un certo carattere molto terroso e caldo. Alcune note vegetali abbastanza forti ci fanno pensare a una vendemmia un po’ verde, si percepisce anche un carattere forte e una certa austerità. Si hanno aromi di scorze di limone (che ci preannunciano una buona freschezza in bocca), mischiate a note di cuoio e una leggera nota speziata.
In bocca il vino è ancora un po’ chiuso, con tannini molto marcati e una freschezza elevata; ritroviamo poi aromi di frutta matura abbastanza dolce anche se, a mio avviso, manca un po’ di volume, che l’età potrebbe avere un po’ affievolito. Il finale risulta bilanciato e abbastanza lungo.
Foto | BillBl





Commenta questo articolo