I dodici bianchi immortali di Civiltà del Bere
Pubblicato da: massimo sacco - Apr 11, 2009 in Degustazioni, Eventi, Veneto
Dopo la mitica degustazione dell’anno scorso, sempre durante il Vinitaly, dei dodici mitici vini rossi italiani dell’annata 1997 eccoci nuovamente alla sala argento del Palaexpo per vedere e “testare” la capacità di invecchiare di dodici vini bianchi italiani. La rivista organizzatrice, Civiltà del Bere, ha lasciato campo libero per la scelta dei millesimi da presentare ai produttori.
Ecco così che il primo vino è lo splendido Chardonnay di Costantino Charrère, Les Cretes, con l’annata 2004, il più giovane fra tutti i vini presentati. Si prosegue con il Russiz superiore, Col Disore, di Marco Felluga nell’annata 2001; poi la Riserva Sergio Zenato, Lugana 2001; More Maiorum, Fiano di Avellino 2000 di Mastroberardino; il Sainct Valentin Pinot Grigio 1998 dei Produttori san Michele Appiano; Casaldiserra, Verdicchio dei Castelli di Jesi 1997 di Umani Ronchi; Cervaro della Sala, Castello della Sala 1996; Chardonnay IGT Sicilia 1996 della Planeta; Pomino Benefizio Riserva 1993 di Frescobaldi; Piodilei Chardonnay delle Langhe 1993, di Pio Cesare; Cabreo La Pietra 1987, Tenute del Cabreo e per ultimo un Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997, della Ferrari per terminare in bellezza.
Tutti i vini sono stati presentati e commentati dai produttori in persona. I sommelier AIS hanno fatto un ottimo lavoro: sempre attenti, pronti anche a riempire i bicchieri d’acqua vuoti e rimpiazzare i grissini, unico neo a volte la temperatura dei vini serviti era un po’ fredda.
I miei “compagni di banco”, Fabio Ingrosso ed Eric Lenar, francese della società di vini Vira basata a Montecarlo, sono rimasti stupiti dall’eccezzionale capacità di invecchiare che certi vini bianchi hanno dimostrato durante la degustazione. Nei prossimi giorni posterò le mie degustazioni. Per vedere un set fotografico della degustazione clicca qui






Stupendo articolo. Ma come mai solo Chardonnay IGT Sicilia 1996 della Planeta ? Un Mio Personale Saluto
Maidireristorante | Apr 13, 2009 | Reply
Rimango alquanto stupita di non vedere almeno un Soave nella sequenza. In questi ultimi anni ho avuto occasione di assaggiare in alcune verticali, dei Soave risalenti agli anni 90 e 80, veramente fenomenali… Qualche nome: Salvarenza Vecchie Vigne e Froscà di Gini, Calvarino di Pieropan, Le Albare di Umberto Portinari…
Saluti
M.Grazia | Apr 15, 2009 | Reply
Grazie per lo stupendo articolo.

A quel tempo era Chardonnay igt Sicilia
massimo sacco | Apr 15, 2009 | Reply
Maria Grazia, sicuramente uno di quei Soavi che hai citato ci stava benissimo e non avrebbe per niente sfigurato, anzi…
Purtroppo sono stato invitato e la selezione non l’ho fatta io
Ciao:)
massimo sacco | Apr 15, 2009 | Reply
Un “immortale” per eccellenza rimane senza dubbio il Fiano di Avellino della famiglia Mastroberardino. Complimenti.
Antonio | Apr 15, 2009 | Reply
..anche una vernaccia di S.Gimignano non credo avrebbe sfigurato. O no?
Arturo | Mag 19, 2009 | Reply