Vini e vitigni autoctoni dell’Umbria, il Grechetto
Pubblicato da: cosimo ricciato - Giu 19, 2009 in Bianchi, Grechetto, Lazio, Umbria
Prima di parlare del Grechetto, bisogna fare da subito una precisazione. In realtà in Umbria vengono coltivati due cloni differenti di Grechetto, che nei disciplinari vengono considerati come Grechetto, senza distinzione tra i due cloni. I due Grechetti sono il Grechetto di Todi e il Grechetto di Orvieto, per molti considerato il Grechetto in quanto tale. Cercheremo di fare la giusta distinzione separando già da subito i due vitigni, anche perchè morfologicamente vengono definiti differenti.
1. Grechetto di Orvieto
Il Grechetto di Orvieto, vitigno a bacca bianca dell’Umbria separato dall’altro Grechetto, quello di “Todi” nel 1975, distinti da un numero in questo caso quello di Orvieto viene conosciuto come Clone g109, il fratellastro come Clone g5. Tornando indietro nel tempo, si presume che il Grechetto sia originario dalla Grecia (il nome grechetto forse dice tutto) come tutti gli altri vitigni che portano il nome di Greco, portato nell’Italia Meridionale dai coloni Greci che a suo tempo popolavano la Magna Grecia.
Diffusione e denominazioni
Maggiormente diffuso rispetto a quello di Todi, il Grechetto di Orvieto è diffuso per la maggiore nell’Orvietano, in provincia di Terni e in parte nella provincia di Perugia. Lo troviamo anche fuori regione, nel Lazio, dove è abbastanza diffuso. Il Grechetto senza distinzione tra i due cloni è vitigno raccomandato per la produzione dei più importanti vini bianchi dell’Umbria e del Lazio. Le principali denominazioni sono: Assisi DOC bianco e Assisi DOC Grechetto, Colli Altotiberini DOC Grechetto (anche tipologia spumante), Trasimeno DOC bianco e bianco scelto, Trasimeno DOC Grechetto (anche tipologia spumante), Colli Martani DOC Grechetto, Colli Perugini DOC Grechetto (anche tipologia spumante), Montefalco DOC bianco, Colli Amerini DOC bianco, Orvieto DOC nelle tipologie secco, abboccato, amabile, dolce, spumante e vendemmia tardiva. Nel Lazio lo troviamo nella DOC Colli Etruschi Viterbesi Grechetto.
Caratteristiche del vitigno
Vitigno a bacca bianca con grappolo medio semicompatto e alato. Acino medio-piccolo con buccia consistente e pruinosa di colore giallo-verdognolo con maturazione nella seconda metà di settembre. Il Grechetto di Orvieto risulta leggermente più produttivo rispetto a quello di Todi e si presta meglio alle vendemmie tardive e agli appassimenti.
Nel bicchiere
Il Grechetto di Orvieto si presenta cristallino, di un colore giallo paglierino con riflessi verdolini appena accennati sull’unghia, di buona consistensa. L’olfatto è intenso, abbastanza complesso con sentori vegetali, fruttati di pesca bianca e nespola, floreali di fiori di campo poggiati su un lieve sentore minerale. Al gusto è vino di una buona struttura, ben dotato sotto il profilo dell’alcol, giusto equilibrio tra freschezza e sapidità, con quest’ultima leggermente più percettibile anche grazie al territorio umbro, in prevalenza con terreni argilloso-calcarei e con presenza di tufi e residui vulcanici, chiude con lievi sfumature ammandorlate. Servito ad una temperatura di 8°-10° può essere abbinato a piatti di pesce come un risotto alla marinara, frittate o alle tipiche zuppe preparate con la lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP.
2. Grechetto di Todi
Il Grechetto di Todi, vitigno a bacca bianca dell’Umbria, come quello di Orvieto viene identificato attraverso un clone numerato: il Clone g5. In Umbria il Grechetto di Todi è conosciuto anche con il nome di “Tuderte”, inoltre attraverso analisi del DNA si sono trovate delle catratteristiche molto vicine al Pignoletto, vitigno autoctono a bacca bianca dell’Emilia. La strada di identificazione per poter differenziare i due Grechetti prosegue e tutto fa pensare che il Grechetto di Todi potrebbe essere rinominato Grechetto Gentile, a favore di quello di Orvieto considerato semplicemente il Grechetto.
Diffusione e denominazioni
Meno coltivato di quello di Orvieto, lo si trova maggiormente nella provincia di Perugia. Senza distinzione tra i due cloni, la presenza nei disciplinari è la stessa del Grechetto di Orvieto, tranne che per la DOC Colli Martani dove è presente la “sottozona” Grechetto di Todi.
Caratteristiche del vitigno
Quasi simile all’altro Grechetto, unica differenza la si può trovare nel grappolo, che risulta leggermente più compatto e con maturazione più precoce.
Nel bicchiere
Vino cristallino di un colore giallo paglierino abbastanza consistente. L’olfatto è intenso con sentori di frutta polposa come la pesca bianca, il melone e la nespola, floreale di fiori di campo, lievemente vegetale e minerale. Al gusto è un vino che presenta una discreta morbidezza, buona la componente sapidità leggermente superiore all’acidità, comunque vino di discreta struttura, abbastanza equilibrato con finale amarognolo che regala una buona persistenza, finale leggermente ammandorlato. Servito ad una temperatura di 8°-10° può accompagnare piatti di pesce e carni bianche. Un bell’abbinamento può essere quelo con una trota alle mandorle.
Buon prodotto anche per qualità prezzo e reperibilità nelle enoteche per quanto riguarda il vino ottenuto con Grechetto, è quello dell’azienda agraria “Scacciadiavoli” un IGT Grechetto dell’Umbria 13° alcol.
Foto | marcovaleriof






Bell’articolo, complimenti davvero.
Lo scorso autunno avevo fatto un po’ di ricerca sul Grechetto e le interpretazioni più compiute (il clone dovrebbe essere il g109) mi sembrano quelle realizzate sui Colli Martani dove, forse, interviene la maggiore esperienza di molti vinificatori. A Todi invece, quando non lo caricano troppo, i risultati sono davvero interessanti.
Un caro saluto.
Jacopo Cossater | Giu 22, 2009 | Reply
Grazie.
Il Grechetto è uno dei vitigni che seguo con molto interesse, anche perchè lo considero tra i più versatili, basta pensare a quello che riescono a fare nell’orvietano con i vini muffati.
Saluti
Cosimo.
cosimo | Giu 22, 2009 | Reply