Vini della Liguria, i primi vent’anni di Vignamare di Lupi
Pubblicato da: massimo sacco - Giu 12, 2009 in Bianchi, Degustazioni, Liguria, Pigato

Mercoledi 27 maggio al Grand Hotel del Mare di Bordighera ha compiuto i vent’anni ed è stato degnamente festeggiato il famoso vino bianco dell’azienda Lupi. Era il 1988 quando Tommaso Lupi decise di iniziare a produrre questo vino avvalendosi dell’esperienza tecnica di Donato Lanati: il vigneto scelto era quello di Ortovero, un unico appezzamento di circa 2,3 ettari rivolti verso il mare da cui ha dato, anche, il nome al vino. Vignamare significa, appunto, vigna del mare che può essere tradotta anche in sofferenza e difficoltà del vignaiolo nel coltivare questi filari di vite su terrazze molto scoscese e che possono ripagarti di tutta la fatica con un nettare prelibato.
Ecco il Vignamare, bianco prodotto esclusivamente da uve Pigato e che dimostra una spiccata attitudine all’invecchiamento, quasi a smentire le abitudini di queste terre a consumare il vino bianco entro l’anno successivo alla vendemmia.
Alla degustazione ufficiale era presente sia Tommaso Lupi che il figlio Massimo più una moltitudine di addetti ai lavori: Mario Benza, delegato AIS Imperia, Antonello Maietta, vicepresidente AIS, vari giornalisti di diverse testate come la Stampa e il Gambero Rosso e vari proprietari di locali “stellati” soprattuto liguri.
Ma cosa ha il Vignamare di tanto particolare?
Abbiamo gia detto che è fatto con Pigato in purezza proveniente da un singolo vigneto; l’uva destinata a questo vino è raccolta a maturazione fisiologica perfetta in modo da avere un corredo aromatico molto importante. Una volta raggiunta la cantina si esegue una fermentazione pellicolare, cioè a contatto con le bucce, in modo da estrarre tutti i componenti aromatici che, come si sa, sono localizzati, per la maggiore parte, nelle bucce degli acini.
La fermentazione avviene in grosse vasche in alluminio, naturalmente a bassa Temperatura (17°/18°) e successivamente quando si raggiungono un paio di gradi alcolici una parte del vino viene trasferita a finire la fermentazione in barriques di rovere. Proprio questo contenitore in legno permette di scambiare con il vino una moltitudine di aromi che aiutano ad aumentare la complessità dello stesso.
Naturalmente in barrique, il vino rimane a contatto con i lieviti di fermentazione (lieviti selezionati dall’Azienda), subisce vari “batonnage” (procedura che permette di rimettere in sospensione i lieviti del vino e di amalgamare il vino, in quanto nella parte superiore del contenitore, si avranno aromi leggeri di ossidazione mentre in quella inferiore si sviluppano odori leggeri di riduzione). Il batonnage, pratica frequente con le barriques, è svolto dall’azienda Lupi anche nei tini di fermentazione inox.
Per quanto riguarda i lieviti, l’azienda si avvale di quelli comprati, selezionati dopo anni di studi. I lieviti selezionati, a detta dell’enologo, hanno un corredo enzimatico importante per la futura aromaticità del vino. Qualche mese prima dell’imbottigliamento avviene il famoso “assemblage”, dove a seconda della qualità dell’annata, vengono miscelati i vini provenienti sia dalla fermentazione in inox sia dalla fermentazione in barriques. In tutto dalla vendemmia all’imbottigliamento trascorrono circa due anni.
Tommaso e Massimo Lupi hanno voluto iniziare la degustazione dal 1994, che fu la prima annata messa in commercio.





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