Rossese Style, le mie prime impressioni dopo la degustazione alla cieca
Pubblicato da: massimo sacco - Lug 28, 2009 in Eventi, Liguria, Rossese
Eh sì! Finalmente è finita: perchè l’organizzazzione, il montaggio e la preparazione di tuttto il materiale ci ha sfinito. Fabio pubblicherà le foto di come abbiamo trasportato il materiale fino allo splendido piazzale della Chiesa Vecchia e così vi renderete conto della parola “finalmente”. Stiamo leggendo i primi commenti sul Rossese Style e sinceramente siamo felici per tutti gli elogi che ci avete fatto e soprattutto perchè il Rossese di Dolceacqua è uscito veramente come il vincitore di questa kermesse.
Tanti vini assaggiati in degustazione (32); tante bottiglie stappate (192); con un servizio svolto dai sommeliers ventimigliesi Giancarlo e Ginevra: perfetto, visto soprattutto le condizioni veramente difficili della location.
I vari vincitori (nonostante per quest’anno si sia deciso, di comune accordo con i produttori, di non premiare un singolo vino, ma il Rossese di Dolceacqua in generale), sono stati i giovani produttori emergenti. Tenuta Anfosso ha impressionato per la qualità del vino, Terre Bianche merita un grosso riconoscimento per il suo rossese base, Poggio dell’Elmo è una rivelazione, Kà Mancinè si conferma ad alto livello nonostante la scelta di portare il Galeae invece dello splendido Beragna (sopratutto il 2008) che, secondo me, esibisce una tipicità e territorialità più marcate, Giovanna e Goetz (Maccario-Dringenberg) sono stati apprezzati in particolare con l’annata 2007, Terra dei Doria parte da una buona base ma manca un pò di territorialità tipica dei migliori Rossesi.
Domenica sera ci siamo ritrovati tutti a Kà Mancinè per una mitica rostellata ed abbiamo incominciato a parlare e criticare questa prima edizione del Rossese Style. Ecco i principali punti emersi.
Per la degustazione si doveva utilizzare l’interno della chiesa (il cui tetto è crollato durante il terremoto del 1887) in modo da potere usufruire di una migliore acustica per svolgere un vero e proprio dibattito e, allo stesso tempo, essere isolati e facilitare il servizio dei sommeliers.
Risposta: Purtroppo essendo una chiesa ancora consacrata ho dovuto chiedere il permesso al parrocco, che ha subito negato la disponibilità credendo si trattasse di una bevuta e non di un momento importante e culturale sul Rossese. Magari vedendo le foto cambierà idea!!!!
La location è favolosa ma difficilmente raggiungibile e molto impegnativa come percorribilità delle strade.
Risposta: Siamo in uno splendido paese che domina dall’alto le due valli Nervia e Verbone, da cui provengono i migliori Rossesi dell’omonima denominazione. E’ uno dei paesi annessi al disciplinare anche se non ci sono produttori ad alto livello, comunque insieme a Eric Lenar, Luca Furlotti e Fabio Ingrosso abbiamo degustato un discreto Ormeasco prodotto in loco. E poi lo scenario che ha incorniciato la manifestazione meritava qualche sacrificio!!!!
Posti letto molto scarsi
Risposta: Noi abbiamo monopolizzato le poche camere del “Ghiro Sveglio” con i nostri ospiti e purtroppo chi ha confermato la presenza in ritardo ha dovuto sorbirsi una decina di Km prima di potere trovare altre locande.
Altro suggerimento emerso durante la “discussione” aperta a Kà Mancine è statto quello di rendere questa manifestazione itinerante
Risposta: sarebbe bello coinvolgere i vari paesi nell’organizzazzione di questo Rossese Style, ma davvero volete abbandonare un posto magnifico come questo?
Un altro aspetto importante della manifestazione è stata la riunione di tutte le varie fazioni della sommellerie europea: erano presenti oltre agli A.I.S., gli A.S.P.I., gli U.S.D.F. (Union des Sommeliers Francaises), gli U.S.M. (Union Sommeliers Monegasques) e l’Unione dei Sommeliers Europei con sede in Lussemburgo, evento unico all’insegna del buon bere!
Poi i vari produttori come Colle Spinello, Le Marchesine, Dorigo, Ascheri e il Moscatello di Taggia che sono stati gli “amici”, per nulla invadenti, del rossese.
Un appello ai vari ristoranti, enoteche e wine bar del Ponente Ligure (ma non solo): inseriamo ed evidenziamo il Rossese di Dolceacqua, magari inserendo diverse “cru” con tutte le loro diversità perchè questo vino, oltre a essere un vino molto duttile per la varie cucine, si dimostra come il vino più adatto per valorizzare la splendida cucina dell’entroterra ligure.
Infine, i ringraziamenti al Sindaco di Bajardo che grazie al contributo di molti paesi e di sua moglie Rita, ha preparato una cena semplice ma fantastica! Ha chiuso i due ristoranti di proprietà e ha reclutato cuochi e camerieri per questa serata.
Peccato che nonostante tutto questo impegno, sia stato bersaglio, insieme all’assessore al turismo di Bajardo, dei “complimenti” molto coloriti di un noto enologo italiano che non ha potuto avere un tavolo da quattro tutto per lui, essendo i tavoli allestiti per dieci persone (anche io e Fabio siamo stati bersagliati dai suoi complimenti…).
Ringraziamo, inoltre, Gino Baratella della Comunità Montana Intemelia per il suo importante appoggio; peccato che a causa di un forte dolore alla schiena non abbia potuto assistere alla manifestazione. Un grazie anche a tutti i volontari di Bajardo e non, che hanno dato un enorme contributo a montare e smontare il tutto.
Ci rivediamo il prossimo anno, con la certezza di ritrovare una manifestazione che ha portato un’ondata di novità ed interesse. Dimenticavo, il prossimo anno si premierà il migliore Rossese, e tutti i bloggers e giornalisti sono già invitati a prenotare un posto!










bravi bravissimi!! Non preoccupatevi per i piccoli inconvenienti che ci sono stati, non legati alla vostra volontà o a vostri errori. E dimenticate certe assurdi inqualificabili comportamenti di una persona che non ha saputo cogliere lo spirito - bellissimo - di Rossese Style. Per me é andato tutto benissimo e non vedo l’ora di tornare a Baiardo e nelle terre del Rossese. O meglio del Dolceacqua, come preferisco chiamarlo…
Franco Ziliani | Lug 28, 2009 | Reply
Complimenti, io non c’ero per problemi legati al lavoro, e mi dispiace aver perso un evento come questo, spero di esserci il prossimo anno. Gran bel lavoro.
Cosimo.
cosimo | Lug 28, 2009 | Reply
…comportamento inqualificabile di persone che con il Rossese ci lavorano, e quindi sputano un po’ nel piatto dove mangiano…
Luk
Luca Risso | Lug 28, 2009 | Reply
La discussione che è nata (molto vivace) è quella della location del prossimo anno: continuare a Bajardo o rendere l’evento un evento itinerante? Ci sono pro e contro per entrambe le soluzioni. Località migliore di Bajardo credo non ce ne sia in zona: è scenografica, è immensamente bella, è meravigliosa e tutto il resto. Tuttavia, renderla itinerante potrebbe far conoscere anche le altre località della zona. E se ce ne fosse una terza? Tipo …sul mare a Ventimiglia, ad esempio? Si potrebbe coinvolgere anche il pubblico estivo? Io la butto lì.
Un altra discussione che ho captato sia nell’organizzare l’evento sia durante l’evento è il periodo: vi sembra azzeccato? In questo periodo ci sono molti degustatori, sommelier, giornalisti che sono in vacanza, mentre altri sono impegnatissimi con le prossime guide vini.
fabio | Lug 28, 2009 | Reply
Portare la degustazione sul mare vorrebbe dire quasi necesariamente al chiuso, visto il caldo di questo periodo dell’anno, e sarebbe un po’ un peccato. D’altro canto se a Baiardo il tempo non fosse stato più che bello… sarebbero stati guai seri
Luk
Luca Risso | Lug 28, 2009 | Reply
prima di tutto vi voglio ringraziare per aver parlato e fatto parlare del Dolceacqua. condivido i tuoi commenti… non è stato tanto difficile arrivare … quanto scendere per i vicoli dopo la cena ricordo ancora bene quella bellissima corda che mi ha aiutato.
come tecnico se vuoi per il prossimo anno posso curarti l’allestimento che in chiesa sarebbe veramente il massimo.
facciamo anche attenzione alle temperature di servizio.
comunque grazie ancora
gio
giovanna | Lug 28, 2009 | Reply
I punti che ha elencato Fabio sono veritieri
Io inizierei a fare un sondaggio sulle altre possibili location
Cosa ne pensate?
massimo sacco | Lug 29, 2009 | Reply
tornato dalle vacanze, buon ultimo, mi unisco al coro dei ringraziamento.
la giornata è stata molto ben organizzata, e il luogo bellissimo.
seguo giovanna nella richiesta di attenzione alle temperature di servizio e, aggiungo, alla cadenza con cui vengono serviti: necessariamente una degustazione con molti vini impone un ritmo sostenuto, che però non deve mai, a mio opinione, andare troppo a discapito della possibilità di poter analizzare un vino, soprattutto quando questo ha nel naso uno delle sue carte vincenti.
grazie ancora a voi tutti
aldo
aldo | Ago 12, 2009 | Reply
Grazie a tutti per i commenti positivi. comunque si é trattato della prima edizione e per di più con scarsissimo tempo a disposizione ( più o meno 40 giorni). Il prossimo anno l’intenzione é di ripetere la manifestazione con la degustazione che si dovrà svolgere assolutamente all’interno della chiesa vecchia che ci permetterà di essere meno disturbati, avere più acustica per iniziare un piccolo dibattito e potere tranquillamente tradurre a i nostri colleghi d’oltre oceano che dovrebbero essere presenti.
Ora abbiamo un anno di tempo per potere organizzare il tutto, facendo sopratutto attenzione alle temperature dei servizio che era leggermente altine
Chi volesse dare una mano a me ed a Fabio é il benvenuto!!!!!
buone vacanze a tutti
Massimo
massimo sacco | Ago 13, 2009 | Reply